Politica è una brutta parola! (Forse)

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di Benni Fricano, Rover del Bagheria 1
Abbiamo sempre questa strana idea in testa che ci fa arricciare il naso e ci fa venire voglia di tapparci le orecchie e nasconderci quando sentiamo parlare di politica, e questi sono i casi migliori. Io so che, non molto tempo fa, qualcosa come duemila ragazzi si sono riuniti a Floristella. Dicono che se ne fregano di questa idea di fregarsene. Cioè, forse ‘fregarsene’ non è proprio il termine adatto perché, questi ragazzi, in realtà si interessano così tanto e nonostante tutto, come pochi altri. A Floristella c’è un parco che prima era una miniera. I ragazzi dicono che questa volta non vogliono estrarre zolfo o robe simili, questa volta vogliono costruire una miniera di idee.
Roberto Cocianich, politico e capo scout, Presidente della Conferenza Internazionale Cattolica dello Scautismo e Senatore per il Partito Democratico | Ph. Roberta Riccobono Bagheria 1
Siamo lì tutti sotto un palco e io sono uno di quei puntini azzurri che si vedono nelle foto dall’alto. Alla cerimonia di apertura ci sono una marea (o una miniera?) di interventi per dirci la bellezza dell’evento. Secondo Sonia e Giuseppe, gli incaricati regionali al coordinamento metodologico, gli scout sono ‘politici’ per il loro stesso impegno. I ringraziamenti vanno tutti alla curatrice del parco che ha permesso l’utilizzo del luogo. “Essere qui mi emoziona più che stare in Senato, perché qui si fa il futuro del nostro Paese” ci racconta Roberto Cocianich, che oltre ad essere senatore è autore di uno fra i testi più importanti del roverismo italiano, ‘Passi di vento’. Anche Cociancich conferma la politicità dell’essere scout, tanto che la legge dell’associazione può essere considerata un vero e proprio programma politico. La segretaria della CISL di Palermo, Rosanna La Placa, parla di una situazione critica in cui non è tanto problematica la mancanza di risorse quanto il loro cattivo utilizzo: ‘Questa terra non deve più aspettare’. Le quattro bandiere, Italia, Europa, Agesci, Pace vengono alzate al cielo. Si canta, in memoria di Peppino Impastato.
Compagnia teatrale di Palermo “S’abbinidirica” | Ph. Giovanni Fassari Pedara 1
Alla sera abbiamo la fortuna di assistere a due spettacoli d’eccezione. ‘S’abbinidirica’, compagnia teatrale di Palermo, ci lascia risate e piccole riflessioni in uno spettacolo sull’accettazione della diversità, in salsa rigorosamente sicula. Si racconta che dopo lo spettacolo un buon gruppo di catanesi, in compagnia di qualche messinese infiltrato, si siano sentiti male, a quanto pare una indigestione di palermitano pesante. Indipendentemente, o che siano sfumature palermitane o messinesi o catanesi, il siciliano è una lingua che, nella sua grammatica stessa, non ha futuro.
Ce lo fa notare Roberto Lipari, il nostro secondo ospite della serata, un ex aspirante medico che ora di pillole prescrive solamente quelle di comicità. Mentre Lipari si esibisce si iniziano a sentire voci del tipo: “Ma questo sono io! .. Ma questa è mia madre! .. Ma quella è mia nonna!”. Il comico racconta episodi in modo così intensamente umoristico che un pò tutti ci sentiamo accomunati in quelle scene tipiche da siciliano medio. Non è possibile sentirsi estranei.
Domenica è il giorno delle tavole rotonde. In particolare abbiamo le sezioni di Infrastrutture, Politiche Sociali, Lavoro, Ambiente e una per i novizi, per imparare le “regole del gioco”. Per ognuna di queste ci sono degli ospiti speciali. Parlando di lavoro troviamo ospiti portatori di prospettive diverse. Qualcuno si alza e chiede a Francesco Costanzo, capo scout esperto di politiche del lavoro, come è possibile realizzare l’auto impiego. Antonio La Monica, pedagogista per il progetto Policoro, mette in luce come dall’azione del volontariato si possa passare a quella del lavoro.
Ph. Vito D’Avola Chiaramonte Gulfi 1
Mentre ascoltiamo, nello stand preparato dall’ente ‘Italia Lavoro’, si trasmettono, attraverso il gioco, le nozioni di partita IVA, tirocinio, profiling e i ragazzi scrivono curriculum. Nel frattempo Serena Schillirò, con la sua attività di vice sindaco, parla delle difficoltà trovate per la riqualificazione di un territorio, Aidone. Un sindacalista, Salvatore Scalisi, discute sull’importanza del sindacato nei momenti di crisi economica, per la tutela dei lavoratori. ‘Non è facile, ma bisogna crederci’ dice Salvatrice Rizzo, dirigente del centro per l’impiego di Catania, in merito alle possibilità di sviluppo della nostra isola. Al termine del dibattito parlo con Giuseppe Timpanaro, responsabile di Italia Lavoro in Sicilia. Mi spiega la proposta del ‘duale’, cioè dell’alternanza fra scuola e lavoro, e della possibilità del rilancio di ‘Garanzia Giovani’, un progetto per l’inserimento nel mondo del lavoro che, fino ad ora, ha dato risultati scarsi nel nostro territorio. Timpanaro tiene a puntualizzare i cambiamenti (a suo dire positivi) adesso messi in atto per la riforma del Jobs-act: l’autonomia di Italia Lavoro dal Ministero, l’attenzione per l’apprendistato e per i centri di collocamento.Il mondo del lavoro raccontato attraverso le esperienze e le motivazioni di chi è testimone di questa realtà e che, con costante impegno, cerca con dedizione di scioglierne i nodi. Con il dialogo capiamo che al lavoro si arriva non senza sacrifici e difficoltà, ma pensiamo anche che questo è il senso più profondo che ci viene dato dall’etica del servizio.
Gli ospiti della tavola rotonda sul lavoro | Gregorio Basile Acireale 2

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