Lettera a Lampedusa | I viaggi della speranza

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di Claudio Fricano, Rover del Bagheria 4.
“Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema non si risolverà, per quanto massicci possano essere i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo domare o indebolire le forze che causano l’emigrazione; possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire.”
Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo polacco di origini ebraiche.
Murales realizzato nel luglio 2013 dai partecipanti al terzo campo per i diritti umani di Amnesty International Italia in collaborazione con Colors Revolution in Lampedusa e l’illustratore Lorenzo Terranera.
Credo che questa frase racchiuda la vera motivazione per cui noi ragazzi ci siamo, e ci stiamo impegnando così tanto per cercare un pò di migliorare questo mondo che spesso ignora chi dovrebbe essere ascoltato. Uomini, donne e bambini, sotratti dalla libertà e dalla pace, spinti dalla voglia di ricominciare e di essere uomini, affrontano viaggi interminabili, dove la speranza riesce a dare la forza di continuare e di non arrendersi agli orrori che la guerra procura. Costretti a passare pene interminabili, dove, spesso la morte strappa dalle braccia della vita persone innocenti, che avevano come scopo cercare una vita migliore, o semplicemente avere un tetto sotto cui stare con la propria famiglia a condividere un pasto caldo.
Obbiettivi semplici, genuini che vanno a rompere i soliti pregiudizzi sulla società straniera. Inutili stereotipi creati per scoraggiare le persone ad aiutare, facendo cadere la società nel baratro del’egoismo.
Barche dei naufraghi migranti.
Cinque giorni, sono pochi è vero, ma sono bastati a farmi capire che un viaggio può cambiare un uomo, e che comunque quella speranza che spinge l’uomo ad andare avanti è, e sarà sempre l’ultima a morire. E’ vero, quasi sempre diamo tutto per sconato, mentre la vita dice a qualcun’altro “Ritenta, sarai più fortunato”, non ci fermiamo quasi mai ad osservare attentamente tutto ciò che ci circonda e a dare il giusto peso a quello che facciamo, e che abbiamo, e che nonostante tutto siamo sempre i primi a pretendere sempre di più, senza renderci conto che possediamo già tutto: una famiglia, una casa dove potersi proteggere dalle tempeste, un letto con una coperta, un pasto caldo ogni giorno.
Opera “Naufraghi” di Massimiliano Frezzato. Mostra una piccola famiglia chiusa in una bottiglia che galleggia sulla superficie del mare.
Utopie per migliaia e migliaia di persone che ogni giorno lotta per costruirsi un domani che sia migliore di ieri, per ottenere quel minimo che noi comunemente ed ignorantemente chiamamo “normalità” e che riesce a togliere un pezzo di noi, colpa di questa società manipolatrice che pur di trovare uno scopo di lucro abbandona gli ultimi, togliendo sempre di più a chi ha di meno.
“Chiunque incontri è tuo fratello, figlio, figlia; non ci sono fratelli e sorelle di serie B, C e D. Su tutte le difficoltà riguardanti l’immigrazione, dico: diamo prima l’accoglienza e poi le difficoltà le affronteremo.”
Andrea Gallo, presbitero e partigiano italiano.
Lampedusa 26-29 Maggio 2016
CLAN DELLA SPERANZA

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