RADICI SOLIDE E UN SOGNO COMUNE | Tirocinanti e Capi Gruppo: un cammino da fare insieme.

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 Lo scorso week end, i tirocinanti e i capi gruppo della nostra zona si sono incontrati per vivere insieme un momento formativo. Un esperimento che è frutto del nostro progetto di zona, che mette la formazione al centro di tutto, nella visione di una zona che sia un vero sostegno per le Co.Ca. e per i gruppi.
Radici solide e un sogno comune.
Essere capi è un’avventura assai impegnativa che chiama tutti a “prendersi cura” dei più piccoli con responsabilità e passione. Per questo motivo un buon capo sa che è necessario andare a cercare quegli strumenti utili per compiere l’azione educativa coi ragazzi, ma non solo. Perché prima degli strumenti e ancor prima dei trucchetti per preparare delle belle attività, sono fondamentali delle radici solide e un sogno comune che riesca a guardare lontano. Perché il capo non è un dispensatore di attività né tantomeno un animatore turistico. Le radici solide sono ovviamente le scelte del Patto Associativo, nel quale ogni capo dell’associazione si riconosce e sul quale fonda la sua azione educativa; il sogno comune è invece il Progetto Educativo che ogni comunità capi abbraccia con determinazione e impegno.
I tirocinanti.
Il primo periodo del servizio di capo scout, viene chiamato tirocinio. E’ quel momento privilegiato in cui il nuovo capo diventa sempre più consapevole della missione coraggiosa e avventurosa che lo aspetterà. Un tempo utile caratterizzato da un grande sforzo di discernimento vocazionale abitato da alcune domande fondamentali: “ma Chi me lo fa fare?”, “Perché lo faccio?”, “per chi lo faccio?”. Infatti, ancor prima di sapere “come si fa” bisognerebbe riuscire a capire davvero chi è il destinatario del nostro impegno, chi è il “mandante” del nostro servizio e perché vogliamo dedicare tanto tempo della nostra vita ad educare i più piccoli, ad accompagnarli nel loro percorso di crescita. La fa facile chi pensa che siano domande scontate e che la risposta sia standard, è invece piuttosto bello scoprire che sono tante le strade che ci portano a condividere un percorso comune, ma pieno di tanti carismi e vocazioni diverse. Condividere questo percorso con altri tirocinanti al di fuori del proprio gruppo è spesso determinante per collocare la propria strada personale nel cammino più ampio dell’intera associazione. Riconoscersi “simili” ma non “uguali” agli altri, condividere le stesse paure, gli stessi dubbi, la stessa passione. Per questo motivo il luogo privilegiato per fare tutto ciò è la zona. Ed stato ancora più bello condividere questo momento coi Capi Gruppo, coloro che si prendono cura di questo tempo dedicato al discernimento dei nuovi capi; loro per primi testimoniano la necessità di una formazione permanente che non si fermi all’interno dell’iter istituzionale (CFT, CFM, CFA) ma che continui sempre nel continuo confronto, nella costruzione di pensiero associativo, nell’impegno di mettersi in gioco per l’associazione.
I Capi Gruppo.
Il Capo Gruppo, da un certo punto di vista, ha degli impegni molto diversi da quello del tirocinante: l’impegno nell’intessere le relazioni della Co.Ca, l’animazione del gruppo di adulti, l’accompagnamento nella formazione e nella progettazione, il suo impegno come tessitore di reti nel territorio, la gestione economica del gruppo e tanto altro ancora. Ma l’evento dello scorso week end ha voluto emblematicamente sottolineare che, nonostante i ruoli siano distinti, gli intenti, la vocazione, la passione è sempre la stessa. Anzi: il Capo Gruppo impara dal tirocinante la capacità di uscire dagli schemi consolidati e buttare il cuore oltre gli ostacoli, apprende la gioia del servizio, una certa “incoscienza” nel fare l’educatore. Un approccio che i tanti anni di servizio possono compromettere. La presenza di un tirocinante rinnova l’impegno del capo gruppo e gli da’ nuovo significato e nuovo stimolo a “formarsi per formare”. Allo stesso modo il tirocinante condivide col Capo Gruppo la visione del Progetto, la fa propria e chiede con forza testimonianza, accompagnamento, verifica.
Un cammino comune.
Nei momenti comuni di preghiera e di condivisione coi tirocinanti, i presenti hanno riscoperto la bellezza di un cammino fatto insieme, caratterizzato da una fiducia reciproca, inclusiva, accogliente. Dove ogni progetto del capo è la trascrizione del servizio di ciascuno per realizzare il Progetto comune. In questo modo le radici e i sogni costruiscono un mondo nuovo che nasce dalla trasformazione dei cuori e dalla cura delle relazioni, inserite in un territorio specifico che chiede a gran voce il nostro aiuto.
Preparare, discernere, diminuire.
Guidati dal Vangelo della seconda domenica di avvento che ci presenta la figura di Giovanni il Battista, ci siamo interrogati sul nostro ruolo di profeti di voci che gridano in un deserto fatto di individualismo, incertezza, precarietà. Seguendo una riflessione di Papa Francesco, abbiamo appreso come sia necessario per un capo scout imparare dal Battista la capacità di “preparare le strade” al Signore che viene verso di noi attraverso i nostri ragazzi, prepararle con competenza, dedizione, responsabilità. Allo stesso modo è urgente ritrovare il tempo del deserto, del silenzio, della solitudine, per saper “discernere”. Essere capaci cioé di fare scelte consapevoli e coscienti, non rinunciando mai a mettere in discussione tutto il nostro operato, accogliendo l’inaspettato. Infine trovare in fondo al cuore l’umiltà per riuscire a “diminuire” quando è necessario. Per ascoltare, per mettersi da parte, per lasciar spazio, sia in Co.Ca che in staff, affinché il lavoro che svolgiamo sia collettivo e non autoreferenziale.
 
Sergio Guttilla Capo Gruppo Bolognetta1

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