I nostri pensieri hanno bisogno di #Mani

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Le mie mani, con le tue, possono fare meraviglie. Quanto ai giorni nostri abbiamo perso la capacità e la voglia di costruire qualcosa con le nostre mani? Eppure uno dei segreti educativi dello scoutismo è proprio l’abilità manuale, il sapere cioè esercitare la creatività dall’idea alla sua realizzazione. Una capacità che potrà sembrare banale che, però, è fondamentale nella vita, nel lavoro, nella quotidianità.
Inoltre la capacità del “ricucire” del “riparare”, è l’antitesi di quella “cultura dello scarto” di cui ci parla Papa Francesco. Scartare oggetti vecchi o persone ritenute “inutili” è il nuovo mood del terzo millennio. Incapaci di trovare strade diverse da quelle del “buttar via”, atrofizziamo la nostra creatività e ci affidiamo soltanto alla nostra capacità di acquisto o di pretesa di qualcosa da qualcun altro. Ci rendiamo dipendenti e poco autonomi: non sappiamo aggiustare né il mobiletto del bagno, né i rapporti incrinati.
L’attività di zona ci ha parlato di questo. Di come è ancora più necessario che le nostre idee, i nostri discorsi, le nostre scelte si concretizzino in qualcosa di reale. I nostri pensieri hanno bisogno di mani che possano realizzarli. Che sia il riutilizzo di materiale di scarto per ricavarne qualcosa di utile, che sia il mettere in comune le proprie abilità per lasciare un sorriso o magari lo scoprire nuove tecniche e nuove specialità, non importa. Ciò che è importante è che gli scout sappiano esercitare quello che per BP era il vero “scouting”, l’interdipendenza tra pensiero e azione: ciò che penso faccio, ciò che faccio rispecchia ciò che penso. Quell’integrità personale che ci rende persone di cui fidarsi, che ci rende testimoni delle scelte.
In una società dove i grandi discorsi animano le masse e dove le azioni reali restano silenziose e inascoltate, è sempre più necessario accorgersi che lo straordinario passa dall’ordinario. Questo, in fondo, il filo conduttore dell’esperienza di sabato e domenica scorsi, esperienza che ha visto 600 ragazzi della nostra zona giocare, confrontarsi, costruire insieme. Anche questo è “fare amicizia”, anche questo è operare per la pace mondiale: sapersi prende “per mano”, accogliendo le reciproche diversità, per poter costruire la “meraviglia” dell’amore.
Sergio Guttilla, Capo Reparto Bolognetta 1

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